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CER e autoconsumo collettivo
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e i sistemi di autoconsumo collettivo (AUC) permettono di valorizzare l’energia prodotta da fonti rinnovabili, condividendola tra più soggetti e generando benefici economici collegati all’energia condivisa.
Per imprese, enti e attività del territorio rappresentano una leva concreta per migliorare la gestione dell’energia, ridurre l’esposizione ai costi e costruire un vantaggio economico più stabile nel tempo.
Perché sono interessanti
Oggi produrre energia non basta. Il vero valore nasce dalla capacità di condividerla, utilizzarla in modo efficiente e valorizzarla economicamente.
CER e AUC: qual è la differenza?
Una Comunità Energetica Rinnovabile è una configurazione in cui più soggetti, localizzati nella stessa area, condividono l’energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Questo modello consente di aumentare il valore dell’energia prodotta localmente, favorire un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili e accedere a specifici benefici economici legati all’energia condivisa.
CER
Configurazione più adatta quando si vogliono coinvolgere più soggetti, anche su edifici distinti, all’interno di un progetto energetico condiviso più strutturato.
Autoconsumo collettivo
Soluzione più adatta quando i partecipanti si trovano nello stesso edificio o complesso immobiliare e l’obiettivo è valorizzare in modo diretto l’energia prodotta e consumata localmente.
Quando conviene una CER
Una CER può essere la scelta giusta quando vuoi:
- coinvolgere imprese, enti o organizzazioni del territorio
- valorizzare energia prodotta localmente su più utenze
- costruire una strategia energetica condivisa
- migliorare la sostenibilità economica nel tempo
Quando conviene l’autoconsumo collettivo
L’autoconsumo collettivo può essere più adatto quando vuoi:
- servire più utenze nello stesso edificio
- valorizzare l’energia prodotta all’interno di un unico contesto immobiliare
- creare una configurazione più semplice e immediata
- migliorare l’equilibrio tra energia prodotta e consumata
Il beneficio economico di configurazioni CER e AUC è concreto.
Non si traduce solo in risparmio sulla bolletta, ma anche in somme effettivamente accreditate dal GSE sul conto del soggetto beneficiario.
L’incentivo riconosciuto non dipende soltanto dall’energia prodotta, ma soprattutto da quanta energia viene realmente condivisa tra i membri della configurazione. In pratica, conta la quota di energia che, oltre a essere prodotta dagli impianti della CER e AUC, viene anche consumata dai partecipanti nello stesso intervallo temporale.
Esempi indicativi di valorizzazione economica
Ai soli fini illustrativi, si può assumere che circa il 40% dei consumi elettrici coincida con energia condivisa all’interno della configurazione.
- Su questa quota possono maturare:
tariffa premio GSE, indicativamente pari a 60–120 €/MWh; - corrispettivo di valorizzazione dell’energia condivisa, assumibile in via prudenziale nell’ordine di 8–10 €/MWh;
- eventuale valorizzazione dell’energia immessa in rete, da considerare separatamente;
- riduzione dei costi energetici, legata al minor prelievo dalla rete.
Villetta con utenze completamente elettriche
Ipotesi di consumo annuo: 8 MWh/anno
Ipotesi di energia condivisa al 40%: 3,2 MWh/anno
Tariffa premio GSE teorica:
192 – 384 € / anno
Corrispettivo di valorizzazione teorico:
25,6 – 32 € / anno
Valore teorico complessivo delle sole componenti sulla quota condivisa:
217,6 – 416 € / anno
oltre a eventuale valorizzazione dell’energia immessa in rete e al risparmio legato al minor acquisto di energia dalla rete.
Piccola impresa metalmeccanica
Ipotesi di consumo annuo: 430 MWh/anno
Ipotesi di energia condivisa al 40%: 172 MWh/anno
Tariffa premio GSE teorica:
10.320 – 20.640 € / anno
Corrispettivo di valorizzazione teorico:
1.376 – 1.720 € / anno
Valore teorico complessivo delle sole componenti sulla quota condivisa:
11.696 – 22.360 € / anno
oltre a eventuale valorizzazione dell’energia immessa in rete e alla riduzione dei costi energetici per minor prelievo dalla rete.
L’incentivo, nella forma della tariffa premio, è determinato dal GSE in funzione della classe di potenza dell’impianto, del prezzo zonale dell’energia e, ove previsto, di una maggiorazione territoriale.
Il risultato reale dipende dalla configurazione, dal profilo dei consumi, dalla produzione disponibile e dalla quota di energia effettivamente condivisa.
Perché oggi sono una leva strategica
In un contesto caratterizzato da costi energetici instabili e crescente attenzione alla sostenibilità, CER e autoconsumo collettivo permettono di costruire una strategia energetica più evoluta.
Possono contribuire a:
Per chi possono essere utili?
CER e autoconsumo collettivo possono essere particolarmente interessanti per:
- attività produttive e commerciali
- enti pubblici e privati
- terzo settore
- realtà agricole e zootecniche
- condomìni e complessi immobiliari
Imprese agricole e allevamenti rappresentano spesso un ambito particolarmente favorevole, perché uniscono consumi energetici significativi e disponibilità di superfici utili per l’installazione degli impianti.
Questo consente di:
- valorizzare meglio l’energia prodotta localmente
- integrare produzione, consumo e condivisione
- costruire configurazioni energetiche con benefici concreti nel tempo
Il supporto di ABteco
ABteco supporta imprese e organizzazioni nell’analisi e nello sviluppo di CER e sistemi di autoconsumo collettivo, con l’obiettivo di individuare la configurazione più adatta, valutarne la fattibilità e stimarne i benefici in funzione delle caratteristiche del caso specifico.


